Coltivare (il) bene: quello che Wendell Berry ci ha insegnato sulla terra
“Il suolo è il grande connettore delle vite, la fonte e la destinazione di tutto. È ciò che guarisce, ripristina e risuscita, attraverso il quale la malattia passa nella salute, la vecchiaia nella giovinezza, la morte nella vita. Senza prendercene cura adeguatamente non possiamo avere alcuna comunità, perché senza la cura del suolo non possiamo avere alcuna vita.”– Wendell Berry (1977)
Queste parole di Wendell Berry – scrittore, poeta, agricoltore e pensatore americano – arrivano al cuore perché riescono a esprimere con semplicità qualcosa che, lavorando la terra ogni giorno, sentiamo profondamente.
Sono parole nelle quali ci riconosciamo e che raccontano, in fondo, anche una parte della storia del Campo dei Sapori.
Il suo pensiero è stato per noi una fonte di ispirazione e oggi, a pochi giorni dalla sua scomparsa, vogliamo ricordarlo partendo proprio da ciò che ci ha insegnato.
Prendersi cura della terra significa prendersi cura della vita
Per noi del Campo dei Sapori la terra è un patrimonio che abbiamo ricevuto e che abbiamo la responsabilità di custodire. È per questo che abbiamo scelto un’agricoltura che non segue le logiche della produzione intensiva, ma cerca di assecondare i ritmi delle stagioni e della natura.
Sono scelte concrete, che facciamo ogni giorno. E dietro queste scelte c’è una convinzione molto semplice: per produrre cibo buono dobbiamo prima di tutto prenderci cura della terra che lo rende possibile.
È qui che il pensiero di Berry incontra profondamente il nostro modo di coltivare la terra: non significa soltanto raccogliere ma osservare, aspettare, rispettare i tempi, accettare anche le imperfezioni di una stagione e cercare un equilibrio tra ciò di cui abbiamo bisogno e ciò che la natura può offrirci.
Coltivare (il) bene
Quando abbiamo scelto le parole “Coltiviamo (il) bene, per vivere bene”, volevamo raccontare qualcosa che andasse oltre i prodotti che raccogliamo ogni giorno.
Coltivare il bene significa produrre frutta e verdura genuina e di stagione. Ma significa anche avere cura del terreno, della biodiversità e dell’ambiente che ci circonda. E significa prenderci cura delle persone che scelgono ciò che coltiviamo. È proprio questa l’idea con cui è nato il Campo dei Sapori: un’agricoltura che nutre e, nello stesso tempo, si prende cura.
Perché, come ci ha insegnato Berry, tutto è collegato.
C’è poi un altro aspetto del pensiero di Wendell Berry che sentiamo particolarmente vicino: il legame tra terra e comunità.
Anche per noi un’azienda agricola non finisce ai confini del proprio campo.
Per questo cerchiamo di costruire relazioni con altre piccole realtà del territorio, sostenendo una filiera corta e un’economia locale nella quale produttori e consumatori possano tornare a conoscersi.
Perché si coltivano pomodori, zucchine e insalate…ma anche relazioni, fiducia e comunità!
Ed è forse questo uno degli insegnamenti più belli che Berry ci lascia. Grazie Wendell, per averci ricordato che “il suolo è il grande connettore delle vite, la fonte e la destinazione di tutto”.


